Hackerare una colonnina elettrica? Il ricercatore italiano che ha scoperto le falle nei sistemi di ricarica

"Prevention is cheaper than a breach"

La sicurezza delle infrastrutture che alimenteranno le auto elettriche del futuro è un tema sempre più critico. Gaetano Coppoletta, ricercatore italiano e ingegnere presso Oracle, ha recentemente dimostrato che il sistema di ricarica non è esente da rischi informatici, arrivando ad affermare che una falla nei sistemi di gestione potrebbe teoricamente bloccare un’intera rete cittadina.

La ricerca e lo strumento OCPPStorm

Lo studio, presentato al convegno Vehicle Sec 2024, parte da una domanda fondamentale: quanto sono sicure le infrastrutture che caricheranno milioni di veicoli nei prossimi anni? Per rispondere, Coppoletta e il suo team hanno sviluppato ‘OCPPStorm’, uno strumento di ‘fuzzing’ progettato per mettere sotto stress il protocollo OCPP (Open Charge Point Protocol), lo standard universale che permette alle colonnine di comunicare con i server di gestione centrale.

Le vulnerabilità scoperte

I test condotti su piattaforme open source ampiamente utilizzate, come Steve e OCPP.Core, hanno rivelato criticità significative. Tra queste, la possibilità di sferrare attacchi DoS (Denial of Service) inviando messaggi anomali di grandi dimensioni, in grado di mandare in crash i server centrali. Altre vulnerabilità permettevano di:

  • Interrompere le sessioni di ricarica in corso;
  • Manipolare i contatori per registrare consumi negativi o alterare i dati di fatturazione;
  • Avviare transazioni multiple sullo stesso connettore.

Verso una mobilità sicura

Sebbene le falle siano state comunicate agli sviluppatori e corrette tramite aggiornamenti, la ricerca di Coppoletta lancia un monito chiaro. Con l’aumento massiccio del parco auto elettrico, la cybersicurezza delle infrastrutture deve essere integrata fin dalla fase di progettazione. Come sottolineato dallo stesso Coppoletta, originario della provincia di Catania e con una brillante carriera internazionale alle spalle, la resilienza delle reti energetiche del futuro dipenderà tanto dalla potenza delle batterie quanto dalla solidità del software che le gestisce.

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